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Territorio

Comune di Grumes

di Mercoledì, 20 Aprile 2016 - Ultima modifica: Giovedì, 28 Aprile 2016
Immagine decorativa

Grumes è un comune della Val di Cembra. L'agricoltura di Grumes si basa principalmente sulla coltivazione dell'uva (altezza circa 700 metri s.l.m) e dei piccoli frutti (mirtilli lamponi,ecc.)

NOTIZIE STORICHE SUL COMUNE DI GRUMES
Non vi è una storia documentata che narri minutamente le vicende del Comune di Grumes; è
pertanto necessario rifarsi a quanto ha scritto il dr. Carlo Ausserer sulla Giurisdizione di Grumes ed
alle notizie di carattere generale, variamente sparse, che riguardano la zona.
Non si hanno notizie di ritrovamenti archeologici riguardanti Grumes ma l'etimologia del nome,
unito a diversi dati toponomastici ed alle tradizioni retiche, permettono di pensare ad una notevole
antichità degli insediamenti umani nella zona di Grumes.
La storia di questo centro va perciò inserita nel fluire delle vicende generali della storia del
Trentino.
Dopo la dominazione romana, con l'arrivo dei Longobardi e con il sorgere dell'antica Pieve di
Cembra, si venne costituendo una prima forma di vivere sociale organizzato anche nei centri
minori della valle. Dal contesto della Pieve derivò probabilmente ai singoli villaggi l'assegnazione di
un certo territorio con proprietà private e beni comunali.
Da quella base prese il via anche il nucleo iniziale del paese di Grumes.
In seguito, con l'affermarsi dell'autorità vescovile e la costituzione del Principato di Trento si trova
che anche alcuni masi della zona di Grumes sono infeudati ai Signori di Eppan. Tra queste entità
va annoverato il castello di Grumes con i sui giurisdicenti, che lo amministravano per incarico di
quei Conti. La sede di tale manufatto era forse al Castelletto, presso la frazione de La Rio
sull'Avisio. Pare che in esso nel 1106 venissero condotti prigionieri i messi imperiali che erano stati
mandati a trattare col Papa e nel 1158 anche quelli che il Papa aveva inviato all'imperatore
Federico I°.
Quel Castelletto poteva avere anche una funzione di controllo strategico del passeggio sull'Avisio
tra la valle di Pinè e la valle dell'Adige, attraverso Sover e Valdonega. Funzione analoga era
svolta poco più a valle dal Castelletto di Segonzano.
Il 23 luglio 1185 i fratelli Ulrico e Arnoldo Conti Eppan che erano coinvolti in lotte di preminenza
con altri Signori, dovettero riconsegnare al Vescovo di Trento il castello di Graunsperg, in modo
egli ne potesse fare quello che desiderava. Il Vescovo, memore delle tristi vicende svoltesi in quel
castello di rapina, lo fece distruggere e concesse agli uomini di Grumes, per qualche loro servizio,
il privilegio di essere liberi da ogni ingerenza feudale, facendoli dipendere unicamente dal
Vescovo.
Da quella concessione derivò al paese il titolo di:
" LIBERO COMUNE DI GRUMES".
Il documento di tale concessione non esiste più, il suo contenuto è riportato nel documento n. 184
del Codice Vanghiano, conservato presso l' Archivio di Stato di Trento. Da quello si deduce che
l'atto fu redatto dal notaio Alberto di Fondo tra il 1185 e il 1195.
In seguito, forse nel 1219, il Vescovo Alberto di Raffenstein all'oscuro di tale privilegio, concesse
in feudo il territorio di Grumes al signor Nicolò di Egna. Gli "Uomini di Grumes" si recarono allora
dal Vescovo e mostrarono le "lettere della loro libertà", reclamando il rispetto dei loro diritti. Il 15
settembre 1220 il Vescovo, consultato il documento redatto dal notaio Alberto di Fondo, dal quale
appariva che nessuno avrebbe avuto il diritto di cedere ad altri la gente di Grumes in forza del loro
privilegio di dipendere unicamente dal Vescovo, riconobbe l'errore e ritirò l'investitura fatta. A sua
volta il signore di Egna dichiarò di assoggettarsi a tale decisione e promise di ritornare nelle mani
del Vescovo gli Uomini di Grumes con tutti i loro diritti sulle persone e sulle cose. Il Vescovo
incaricò allora Rodolfo Scancio, Signore di Segonzano dal 1216, di dare il possesso del territorio di
Grumes al Gastaldo del Vescovo.
Nello stesso documento si trova che anche il Vescovo Alberto promise di non alienare mai a
nessuno gli Uomini di Grumes, riconoscendo quando era detto nelle lettere delle loro libertà. Inoltre
il Signor Nicolò cedette al Vescovo, contro pagamento, anche tutti i beni che possedeva in
Grumes e nel suo circondario. Erano probabilmente i masi appartenuti ai Conti di Eppan.
Ma anche i Conti del Tirolo avevano beni a Grumes e a Capriana. Questi ed altri beni passarono
per via ereditaria alle potenti famiglie che dominavano allora il Perginese, il Pinetano e Cembra e
questi passaggi portarono nell'aprile del 1385 alla ufficiale infeudazione della Giurisdizione di
Grumes da parte del Vescovo Alberto di Ortenburgo al Cavaliere Giovanni Starkenberg. Con
quell'atto gli Uomini di Grumes persero la loro libertà e questa volta non poterono o non seppero
reclamare.
In conseguenza di tale investitura essi dovevano consegnare annualmente al nuovo feudatario,
come tassa ereditaria di affitto del territorio, 40 staie di segala, 30 di panico, e 12 di orzo oltre a 5
pfleger in buona moneta di Merano. Ogni famiglia doveva poi pagare annualmente una spalla e un
quattrino e tutti assieme 12 grossi.
Vi erano tasse anche sulla fluitazione del legname nell'Avisio. Il Vicario, rappresentante del
Signore, il Sindaco del Comune o regolano e il giurato promisero di assoggettarsi a tali obblighi e
in compenso il cav. Starkenberg confermava ad essi i loro usi e i loro diritti, come li avevano
sempre praticati e goduti.
Da ciò appare che sin dal secolo XIII a Grumes vi era il Comune con i sui rappresentanti, mentre la
giurisdizione feudale, che dipese sempre dal Vescovo di Trento, era un ente a sè che
amministrava la giustizia alta e bassa, riscuoteva le tasse e dava delle disposizioni generali circa il
procedere della vita sociale e amministrativa.
Il territorio della giurisdizione corrispondeva a quello del territorio comunale.
Da tale periodo, cioè dal 1385, attraverso variegati passaggi di proprietà, sempre infeudati dal
Vescovo di Trento, si succedettero nella piccola giurisdizione di Grumes ben 14 famiglie nobili:
Happ, Hach, Trapp, Traudmansdorf, dal Sale, Caleppini, Roccabruna, Grotta, Rabatta, Girardi,
Capra, Barbi, Zenobbio e Albrizzi.
L' ufficio giurisdizionale di Vicario era un onere comunale fissato a quartierio e passava per turno
da un maso o da un possessore all'altro. Stessa cosa accadeva per il servo del giudizio.
La Contessa Zenobio Albrizzi, ultima discendente dei conti Albrizzi rinunciò il giudizio nel 1834. Da
allora anche Grumes seguì la sorte degli altri comuni della sponda destra della Valle di Cembra
dipendendo prima dal giudizio di Lavis e quindi da quello di Cembra.
Dal punto di vista religioso Grumes fu cappella di Cembra ricordata nel 1388 quando in maggio vi
si faceva la terza processione delle rogazioni, partendo da Cembra e il mercoledì dopo la
domenica delle palme un cappellano era mandato a Grumes per comunicare gli anziani e benedire
il lardo.
Nel 1511 è ricordato come rettore della chiesa di Santa Lucia di Grumes Giovanni Blasi.
La chiesa divenne curazia nel 1584. Da quell'anno, fino al 1609 don Girolamo Veltroni era
contemporaneamente curato di Sover, Grumes e Grauno. Pare che in quegli anni i tre paesi
formassero una unica curazia.
Sover si staccò nel 1611 e Grauno nel 1686.
I rapporti fra questi tre paesi erano piuttosto stretti anche se Sover dipendeva dal Capitolo della
Cattedrale di Trento e Grauno dalla Giurisdizione feudale di Konigsberg.
Sover usava il ponte sull’Avisio e la Rio e la strada della sponda destra per i suoi rapporti con
Trento. Numerose furono le ricostruzioni di quel ponte, tra le quali è ben nota quella del 1674.I
rapporti con Grauno sono documentati per le controverse vicende relative alla definizione dei
confini tra i due Comuni a La Lot, iniziate nel 1662 e concluse il 14 marzo 1775.
Un cenno a norme di carattere comportamentale, quasi una regola, si trovano nel proclama
emanato da barone Ferdinando Pancrazio Barbi il 1° agosto 1745, dove tra il resto si proibisce di
usare violenza nelle pubbliche regole con fatti e con parole, lasciando a tutti "la libertà di parlare e
dir il proprio sentimento".
Non va dimenticata la figura del ven. Fra Barnaba da San Nicola, originario di Grumes, che morì a
Roma il 5 gennaio 1790 e dove è sepolto nella Chiesa di Gesù Maria al Corso.
Nel marzo del 1797, in occasione delle invasioni francesi una colonna di soldati, provenienti da
Cembra, passò per il paese e lo mise al sacco.
Nel 1928, per disposizione del regime fascista, vennero aggregati al Comune di Grumes anche i
Comuni di Grauno e di Valda. Essi divennero comuni autonomi con legge regionale del 16 aprile
1952.
In quell'anno il Comune di Grumes contava n. 579 abitanti con una superficie di Km quadrati